Web

La filosofia del Web 2.0

Social Networking Web 2.0

Il Web 2.0 rappresenta il nuovo modo di considerare, utilizzare e sviluppare il Web, non un software tangibile o un insieme di regole programmate, quanto più un una nuova corrente di pensiero.
Il Web 2.0 sposta l’attenzione dal messaggio al medium, il medium diventa il messaggio, grazie ad una forte spinta verso l’interazione autore-utenti, gli utenti non sono più soggetti passivi, non si limitano ad una semplice lettura o fruizione del contenuto online ma lo riutilizzano, lo riorganizzano in maniera diversa, lo partecipano e condividono. Fino a diventarne anche autori. Dopo il modello DHTML che sostituì l’HTML, ora l’evoluzione tecnica in grado di soddisfare questa nuovo biosngo di vivere il Web è l’AJAX, che sta per Asynchronous JavaScript And XML, con questo termine s’intendono, quindi, un insieme di tecnologie (audio, video, RSS, Social Software, Blogs, Wikis.
Alla semplicità del linguaggio HTML si è ormai arrivati ad un linguaggio (Java e Xml) che tende verso una maggiore complessità favorendo più soluzioni software in grado di allargare le potenzialità del Web e soddisfare la crescente domanda di Convergence e Partecipation, non solo ma l’utente rielabora i propri contenuti, li remixa e li ripropone.
Complessità di linguaggi che però non contrastano con un altro obiettivo del Web 2.0: l’Usability, la facilità d’uso del mezzo, delle interfacce che devono rimanere semplici e familiari.
Infatti il vantaggio principale di AJAX rispetto ad altri linguaggi è che è possibile avere una pagina con più contenuti dinamici che si modificano contemporaneamente in seguito alle scelte e azioni di un utente. Questo consente innanzitutto di migliorare la “User Experience” e rendere la Web UI il più simile possibile all’interfaccia grafica che abbiamo abitualmente sui nostri PC. L’uso del Web diventa così più percettibile e intuibile.

In realtà AJAX ha una valenza anche sul modo di fare comunicazione e sul carico generale dell’applicativo web utilizzato, e questo perché in primo luogo si basa su un sistema asincrono domanda/risposta autore-utente (o nel caso della formazione docente-discente) con tutte le comodità di un dialogo asincrono; in secondo luogo perché il sistema AJAX prevede la capacità di manipolazione (remixability) dell’eventuale documento XML di risposta.

Un’ultima importante connotazione che caratterizza il Web 2.0 è quella del Social Network, si sta sempre più spostando l’attenzione su un concetto di equità tra interlocutori, che sono posti davanti a medesimi strumenti e poteri comunicativi. Questo carattere si affianca all’ideologia dell’Open Source e del freeware, anch’essi elementi integranti del Web 2.0

3 pensieri riguardo “La filosofia del Web 2.0

  • ciao domenico,
    ho riscontrato diverse inesattezze riguardo ajax, prime fra tutte il fatto che si utilizzi java è assolutamente inesatto. La sintesi dell’acronimo è ajax dove la j sta per javascript che nulla a che vedere con Java sviluppata dalla Sun. Il fatto che si chiami javascript è (manco a dirlo) per ragioni di marketing, risalenti alla guerra netscape vs IE del millennio scorso.
    Javascript non ha nulla a che vedere con Java. Forse solo la dot notation, ma anche in quel senso sarebbe una forzatura.
    Javascript esiste sin dallo scorso millennio, così come l’Xml. Il nome web 2.0 rappresenta più che altro un cambio di rotta (diciamo una inversione) da parte dei teorici del web, proprio gli stessi che avevano demonizzato javascript come “not-usable”, hanno fatto dietro-front utilizzando il nuovo termine ajax per non fare poi troppo brutta figura. Ajax stesso a volerla dire tutta esiste sin da Internet Explorer 5.5 (contenuto di default in windows 2000 e Windows Millenium Edition 1999) ed era possibile implementarlo tramite un particolare component di IE (XMLHTTP) che permette di fare chiamate http asincrone. Inizialmente implementato per dare seguito ad una versione web-based dell’exchange server di MS, l’idea è piaciuta anche alla mozilla foundations, così come ad altri produttori come opera software. Tutte le restanti parti dell’acronimo Ajax esistevano già da diversi anni, e ripeto, costituivano il principale argomento di avversità da parte dei teorici del web (vedi jacob Nielsen). Gli ingredienti sono sempre gli stessi, l’usabilità anche, l’accessibilità non ne parliamo. Tutto quello che viene prodotto a run-time dal browser non è accessibile, ed è anche difficilmente indicizzabile dagli spider ed i crawler. E’ per questo che google come yahoo hanno messo a disposizione delle librerie ajax proprietarie, proprio per far sì che si attui una standardizzazione, in maniera da rendere più agevole l’indicizzazione del contenuto web dai rispettivi propri motori di ricerca.

    Scusa l’intervento lungo, ma l’argomento mi ha particolarmente stimolato 🙂

    ciao
    jason (un materano)

    Rispondi

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *