Politica e società

Profondo sud

Ricevo e pubblico una lettera di un professionista siciliano

L’ennesimo debito per pagare l’affitto di giugno, prima che la situazione mi sfugga di mano definitivamente chiudo i battenti. Piango per questa professione che mi ha dato gioie ma incredibili dolori, non sò fare altro ma la grinta e l’energia lasciano il posto ad un incombente depressione morale ed economica. Questa terra, la sicilia, è maledetta, non m’importa più nulla delle sue bellezze credetemi, ho rancore covato ed odio per i miei conterranei, Palermo una città sporca e sprecona ed i suoi cittadini affamati, io uno di quelli. Professionisti macellai pronti a scavalcarti e sotterrarti pur di affiliarsi al politico di turno per accaparrarsi ciò che viene spartito a pochi. Palermo bella e ignorante, nobile decaduta che vive d’apparenze, non porto capi firmati e non giro in suv, non posso quindi approcciarmi ad una clientela più facoltosa che non guarda la tua professionalità o il tuo curriculum bensì il tuo modo di apparire ho come hai arredato lo studio rigorosamente in pieno centro con tanto di anticamera. Palermo mafiosa e corrotta, ma la mafia degli uomini d’onore facevano girare l’economia, cosa che non ha mai fatto lo stato da sempre assente e che si nasconde dietro la lotta alla legalità, oggi la mafia ha spostato i suoi interessi, ma cosa vi racconto dovreste viverle certe situazioni per capire come quì peggio che in ogni altra parte d’Italia la professione non ha valore se almeno una volta non hai accettato il compromesso. Scusate lo sfogo, a settembre chiudo.
Un professionista del Sud.

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