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Ancora Iraq

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Gli USA chiamano, l’Italia risponde. E torniamo in guerra per la terza volta in Iraq al fianco dei curdi per armarli, addestrarli, mettendo a disposizione truppe speciali, aerei, fornendo armi per un valore di 1,9 milioni di euro (per le armi i soldi si trovano sempre). Ufficialmente per contrastare l’Isis.
Se non erro, neanche lo statuto NATO, a cui apparteniamo, ammetterebbe un intervento bellico in Iraq. Dovrebbe esserci un aggressione o almeno una minaccia diretta su un territorio di un paese membro. Qui invece io vedo solo interessi dei paesi membri, più che minacce nei loro confronti.
L’art.11 della costituzione italiana è stato già aggirato e calpestato in passato, lo sarà anche oggi.
La cosa più saggia sarebbe non votare l’intervento in Parlamento e se mai attendere una specifica risoluzione ONU.

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