Domenico Bennardi SINDACO

La valutazione di impatto archeologico contro lo “sblocca trivelle” in Basilicata


23 Settembre 2014 | Pubblicato da


total-tempa-640

In Basilicata, è scontro tra governo e Regione sui ricavi da estrazione petrolifere, la legge regionale definita “provocatoria” dal governatore Pittella approvata a fine giugno 2014, avrebbe escluso dal patto di stabilità interno le entrate delle royalty petrolifere. Un norma che non è piaciuta al Governo, tant’è che quest’ultimo ha impugnato il provvedimento davanti alla Corte Costituzionale. In un clima di battaglie tra governatori dello stesso partito, in mezzo c’è il territorio lucano, ormai consumato da questa grande pseudo risorsa chiamata Petrolio. Intanto i grandi interessi non si fermano, Medoilgas, Total e Eni hanno fatto ricorso per poter avviare le ricerche di petrolio e gas e il Tar ha accolto il ricorso. Il tribunale ha quindi  intimato la Regione Basilicata di procedere con la proroga del permesso per le ricerche, condannandola a pagare 5mila euro di spese di giudizio (oltre al danno, la beffa). La Regione per conto suo aveva già deciso di riavviare la procedura di valutazione di impatto ambientale (Via) per il progetto della Delta Energy “La Capriola”, in provincia di Matera, nonostante l’opposizione dei territori locali. Infine la decisione del Tar (a favore delle compagnie petrolifere) potrebbe costituire un precedente importante e un conseguente effetto domino per altre cinque istanze simili sul territorio.
Amministratori regionali, prima ancora di quelli nazionali stanno consegnando la Basilicata alle compagnie petrolifere, la Regione che ha raggiunto il triste record nazionale di malattie tumorali, il mito di un territorio agreste, salubre e incontaminato  non c’è più da tempo. Ma il futuro appare ancora più drammatico.

Ai portavoce regionali e nazionali del M5S così come agli stessi attivisti, propongo di considerare (per una mozione o altro) una nuova strategia di difesa del territorio, che non tenga solo conto delle classiche procedure di valutazione di impatto ambientale (VIA) ma anche dello strumento di Valutazione di Impatto Archeologico. E’ inutile ricordare che nei territori oggetto di trivellazioni e interessi da parte delle compagnie petrolifere, ci sono importanti e diverse aree archeologiche.

La valutazione di impatto archeologico nella normativa italiana trova origine nella valutazione ambientale e poi in quella specifica dei beni ambientali e culturali sancita dal Codice Urbani, ma è con l’emanazione, nel 2001, della direttiva europea 2001/42/CE sulla Valutazione Ambientale Strategica (VAS) e poi con la direttiva 2014/52

che si chiude una lunga fase normativa che ha visto l’Unione Europea e gli Stati membri impegnati nell’applicazione di procedure, metodologie e tecniche standardizzate per valutare dal punto di vista ambientale l’incidenza dei progetti sul territorio.

La normativa Europea sulle valutazioni ambientali, culturali e archeologiche è ancora più severa di quella italiana, Direttiva 2014/52/UE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 16 aprile 2014 , che modifica la direttiva 2011/92/UE concernente la valutazione dell’impatto ambientale di determinati progetti pubblici e privati Testo rilevante ai fini del SEE

Per quanto riguarda la Basilicata, esiste già un ottimo lavoro portato avanti da Mediterraneo No Triv condotto su quattro regioni: Calabria, Puglia, Sicilia e Basilicata. E’ una ricerca del 2013, che riguarda anche le cose e le aree marine. Si può partire da questo documento (sotto allegato) come analisi del territorio

SCARICA PDF:

  1. Metodologia per la valutazione dell’impatto archeologico
  2. Osservazioni Mediterraneo No Triv

Immagine


Tag: , ,

Categoria:

Questo articolo è stato scritto da Domenico Bennardi