Politica e societàSanità

LA MIA PROPOSTA ALLA REGIONE DI ISTITUIRE UN TAVOLO TECNICO SULL’AUTISMO

La gestione e cura delle persone con autismo non può essere affidata solo alle famiglie, soprattutto quando si tratta di minori o adulti con esigenze e bisogni particolari.

Nei giorni scorsi ho partecipato alla manifestazione organizzata da “Aura blu” nel Palasassi; ero stato già sensibilizzato sul tema da una commovente lettera inviatami dalle famiglie materane che assistono figli autistici, ma ho avuto modo di percepire il problema in tutta la sua urgenza rapportandomi direttamente con loro. Il Comune può intervenire solo potenziando quella che viene definita tecnicamente “comunicazione aumentativa alternativa”, ovvero con una serie di supporti di natura sociale e logistica. Ma il supporto più importante, quello di natura sanitaria, è di competenza regionale trattandosi di disabilità grave.

Quindi propongo al governo regionale di affrontare la questione insieme, convocando degli Stati generali sull’autismo e un Tavolo tecnico operativo con Azienda sanitaria materana e Comune.

È stato stimato che ogni anno, nella sola città di Matera nascono almeno tre bambini autistici. Un dato importante, perché significa che tre famiglie dovranno farsi carico in toto della loro assistenza, già difficile da minorenni ma molto più complessa in età adulta.

La competenza è prevalentemente sanitaria, dunque regionale, ma i Comuni svolgono un ruolo molto importante soprattutto fino all’età scolastica ma non solo. Peraltro il Comune di Matera ha già presentato un importante progetto nel febbraio 2024 alla Regione Basilicata, finalizzato alla realizzazione di un di un centro semiresidenziale per autistici adulti. Un progetto ambizioso da 300mila euro per 12 utenti.

Possiamo offrire spazi dandoli in gestione ad associazioni, strutture dedicate ai ragazzi autistici minorenni e dai 18 anni in su, quando le famiglie non possono essere lasciate sole.

Nel Salento c’è la bella realtà di un Centro servizi accreditato dalla Regione Puglia, che opera da 20 anni a supporto delle famiglie e possiamo riprodurlo in Basilicata. La via c’è, occorre perseguirla con convinzione e concretezza emulando progetti positivi.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *