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Vannacci auspica classi separate per i disabili. Un ritorno al medioevo.

Prima di tutto vorrei riprendere alcune frasi del generale Vannacci, candidato alle Europee dalla Lega 

«Trovo che l’antifascismo non abbia alcun senso. A me non piace essere ‘anti’.»

«Mussolini, è uno statista come lo sono stati anche Cavour, Stalin e tutti gli uomini che hanno occupato posizioni di Stato»

«Dell’aborto, per esempio, dice che si tratta di una «infelice necessità alla quale le donne sono costrette a ricorrere. Non credo che sia un diritto.»

Le parole più forti, nel suo libro, riguardano l’omosessualità. «Cari omosessuali, normali non lo siete, fatevene una ragione!». Al Corriere aveva detto: «Il genoma dell’omosessualità non l’hanno mai trovato».

Ultimamente il generale candidato ha posto l’attenzione anche alla scuola. In particolare, Vannacci auspica classi separate per i disabili: «Credo che delle classi con “caratteristiche separate” aiuterebbero i ragazzi con grandi potenzialità a esprimersi al massimo, e anche quelli con più difficoltà verrebbero aiutati in modo peculiare. Non è discriminatorio. Per gli studenti con delle problematiche mi affido agli specialisti». E giusto perché si capisca il concetto ecco un esempio: «Un disabile non lo metterei certo a correre con uno che fa il record dei cento metri».

Ecco su quest’ ultimo punto, dove per altro anche la CEI si è pronunciata, dicendo che così si torna ai ghetti e agli anni bui, vorrei solo far notare che le idee espresse da Vannacci non sono solo ghettizzanti, ma anche anticostituzionali, dato che l’art. 3 della bellissima Costituzione Italiana ci dice che tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali.

Una definizione di disabilità è la condizione di chi, in seguito ad uno o più deficit cognitivi, fisici linguistici, sensoriali, ha una ridotta capacità d’interazione con l’ambiente sociale in modo permanente o parziale.

Quindi caro generale Vannacci, io credo tu debba rivedere le tue idee e opinioni se ti candidi a rappresentare l’Italia in Europa, è il caso che ti rilegga la nostra Costituzione, la stessa per la quale tutti i sindaci hanno giurato di rispettarla. L’inclusione e l’integrazione scolastica passa dal considerare tutti gli studenti uguali, nel rispetto della costituzione e delle diversità, delle specifiche caratteristiche che rendono l’essere umano particolare, unico e irripetibile. E’ la società, l’istituzione scolastica compresa, a doversi adattare alla diversità dei discenti senza lasciare che nessuno rimanga indietro.

Domenico Bennardi

sindaco di Matera

Giornata mondiale della consapevolezza sull’autismo

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