Politica e società

Una giornata di ringraziamento e omaggio al cittadino onorario di Matera, il vescovo Monsignor Ligorio

Oggi ho voluto ospitare sua eccellenza Monsignor Ligorio, già vescovo di Matera e cittadino onorario di Matera per un saluto, omaggio e ringraziamento per quanto ha fatto nel suo mandato vescovile.

Ecco il mio intervento di saluto:

Eccellenza Rev.ma, il 24 aprile 2014, nella Sala Pasolini, il Consiglio Comunale della Città di Matera, all’unanimità, Le conferiva la cittadinanza onoraria con la seguente motivazione. Oggi, 03 maggio 2024, a termine del Suo mandato episcopale in Basilicata, sentiamo il dovere di ringraziarla, come Amministratori, per l’attenzione che ha saputo rivolgere al territorio della nostra amata terra, dapprima negli anni di episcopato a Tricarico (dal 1998 al 2004) e poi in quelli della Sua permanenza a Matera (dal 24 aprile 2004 al gennaio 2015), spronandoci sempre all’attenzione verso il Bene comune, inducendoci a non affrontare i problemi come problemi dei singoli, ma della comunità, con una visione della Città come casa di tutti ed in cui gli sforzi di tutti sono necessari. La Sua presenza è stata lievito per la comunità materana negli anni in cui Matera si apprestava a candidarsi e poi ad essere proclamata “Capitale Europea della Cultura 2019”. La ringraziamo, come cittadini prima che come amministratori, per la sua simpatia verso l’Uomo, la propensione all’ascolto, la mitezza, la comprensione paterna. Ha sempre volto il Suo sguardo verso ogni persona della nostra comunità, in particolare verso i poveri, gli anziani, gli ammalati, le famiglie, i giovani.  Vescovo tra la gente e per la gente, eravamo soliti incontrare il Suo sguardo amichevole nelle strade della nostra Città. Ha intercettato e compreso alcuni particolari e complessi momenti di difficoltà e ha indicato vie di collaborazione con sobrietà e discrezione. Ricordo, quando non ero ancora Sindaco, nella mattinata del Natale 2013, la celebrazione della Santa Messa in piazza Vittorio Veneto in segno di vicinanza alle famiglie che avevano subìto danni nelle alluvioni che, nell’autunno di quell’anno, avevano colpito il Metapontino e la Provincia materana. Ancora il Suo invito per Matera, durante la visita al cantiere del Campus universitario nel marzo 2014, a diventare ed essere Città universitaria. Negli anni in cui è stato membro della Commissione episcopale per le migrazioni della CEI ci ha insegnato a non sottovalutare fenomeni come l’immigrazione, letta come dono e risorsa. Ci ha aiutato a vedere la famiglia non solo come base e fondamento di una rinnovata evangelizzazione, ma anche come base e fondamento della comunità civile: le famiglie sono, nella Chiesa come nella Città, prime alleate del futuro dei nostri giovani e del nostro futuro. Ci ha accompagnati a non perdere la speranza di rivedere ancora più bella la nostra Cattedrale nel decennio in cui è rimasta chiusa al pubblico per lo svolgimento dei lavori di restauro a seguito di alcuni crolli che ne avevano minato la struttura, il primo avvenuto il 20 gennaio 2003 e il secondo nel luglio del 2006, dopo i festeggiamenti in onore della Madonna della Bruna, nostra Patrona alla cui protezione ha sempre affidato la Città di Matera assieme a quella del compatrono S.Eustachio. Di ritorno ora nella Sua città di origine, Grottaglie, un filo ideale continua ad unirLa alla nostra Città: il connubio di essere entrambe “Città della Ceramica”. La nostra volontà è di custodire sempre saldo questo filo ospitandoLa ogni volta che desidererà farci visita.
Grazie della Sua presenza tra noi, Arcivescovo e cittadino materano Salvatore.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *